giovedì 7 luglio 2016

DI INCANTI E DI FOLLIA


 




SONDRIO, dal 7 al 31 luglio 2016

Orari di apertura 
da Giovedì a Domenica 
h. 10.30- 12.30 / 17.00-19.00
Giovedì sera 

h. 20.30 / h. 22.00

Ingresso gratuito  


Per informazioni o visite su appuntamento cell. 333.3783467 
mail comitatofurioso2016@pec.it

Due mostre parallele di arte contemporanea sui temi dell'Orlando Furioso:
 

A Palazzo Pretorio 
L'ARTE CONTEMPORANEA LEGGE L'ARIOSTO
a cura di Sandro Parmiggiani
Grafica e Fumetto
con la collaborazione della Fondazione Palazzo Magnani
Significativo estratto della mostra realizzata a Reggio Emilia in occasione del 540° della nascita di Ludovico Ariosto.

In mostra opere di
Paolo Bacilieri, Gabriella Benedini, Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli, Guido Crepax, Omar Galliani, Domenco Grenci, Giulia Napoleone, Lorenzo Mattotti, Tuono Pettinato, Aligi Sassu.

Guido Crepax, Il gioco dell'Orlando furioso - 1982


A Palazzo Muzio
NEL LABIRINTO FANTASTICO 

DELL'ORLANDO FURIOSO
a cura di Piergiuseppe Magoni
Pittura e scultura
da un'idea dell'Associazione Bradamante,
Con opere di artisti valtellinesi, lombardi, emiliani e svizzeri
Pierluigi Annibaldi, Paolo Barlascini, Paolo Bellini, Alex Bombardieri, Maurizio Bonora, Roberto Bricalli, Alberto Casiraghy, Luca Conca, Giancarlo Consonni, Fausto De Nisco, Paolo De Stefani, Enrico Della Torre, Erminio Frangi, Giuseppe Galimberti, Marilena Garavatti, Wanda Guanella, Ferruccio Gini, Tiziana Grassi, Bruno Magoni, Epifanio Mestica, Anna Mottarella, Angelo Noce, Elio Pelizzatti, Giovanni Pirondini, Paolo Pola, Giampiero Pucciarini, Valerio Righini, Luca Salvadalena, Flavio Tarabini, Giorgio Valenti, Gigi Valsecchi,Giovanna Valsecchi, Franca Vanotti, Giuseppe Zecca.

 

Erminio Frangi, Il castello delle illusioni - 2016


Nel catalogo in preparazione i testi di Ernesto Ferrero, Sandro Parmiggiani e Piergiuseppe Magoni

L'immagine del manifesto è di Domenico Grenci (Locri, Reggio Calabria, 1981)
Olimpia (Mariangela Melato nell’Orlando furioso, regia di Luca Ronconi, 1974), 2014 - bitume e carboncino su tela, 181x122 cm
 

 
 Iniziativa promossa e sostenuta dal Mibact attraverso il Comitato Nazionale per il V centenario dell'Orlando Furioso e da: BIM Adda, CCIAA Sondrio, Provincia di Sondrio, Comune di Sondrio

Organizzazione: Comitato Promotore Orlando Furioso in Valtellina 2016 e Associazione Bradamante

domenica 24 aprile 2016

JOVANOTTI membro del Comitato Nazionale
per il V centenario dell'Orlando Furioso

lunedì 4 aprile 2016

CINQUE SECOLI FURIOSI. Il poema dell’Ariosto ha 500 anni. «Scoria dei sogni», «risplendente labirinto» lo definiva Borges, che come Galileo lo amò moltissimo


Per Borges, che amava il poema dell’Ariosto come la Divina Commedia e le Mille e una notte, l’Orlando Furioso era fatto di sogni: «Scoria dei sogni, \indistinto limo che il Nilo dei sogni lascia,\ con essi fu intessuta la matassa \di questo risplendente labirinto». È una lettura affascinante, e dunque vera. Bisogna dire tuttavia che mentre insegue i suoi sogni Ariosto non dimentica la realtà sporca e sanguinosa del suo tempo, quando le guerre d’Italia, con il potere devastante delle armi da fuoco, laceravano il vecchio mondo e comportavano per le popolazioni distruzioni, stupri, crudeltà di una inedita violenza.
È vero anche che Ariosto, il poeta innamorato perso nei suoi sogni, il cortigiano che contratta con i suoi signori i suoi spazi di libertà, è anche un autore del tutto consapevole di vivere nella galassia Gutenberg, nel mondo nuovo creato dal libro a stampa. È arrivato qui a Mantova, qualche giorno fa, Lodovico Ariosto, scrive il 5 maggio 1516 Ippolito Calandra a Federico Gonzaga e ha portato con sé una cassa di libri, «li quali lui a composto sopra a Orlando»; ha regalato alcune copie ai duchi e al cardinale, «li altri lui li vole fare vendere». Il Furioso mostra, anche sotto questo aspetto, tutta la sua modernità: è il primo grande classico moderno di cui l’autore cura sia la scrittura che la stampa e la diffusione, fino alla edizione ultima, del 1532, che lo vede stanco e insoddisfatto e lo condurrà quasi alla morte.
Divenuto rapidamente un best seller, il poema acquista fama europea: influenza non solo le grandi opere, a cominciare dal Don Chisciotte, ma anche le feste, i rituali delle corti, e nello stesso tempo, pastorelle analfabete lo imparano a memoria, e ne cantano le ottave, come ci testimonia Montaigne. E la regina Elisabetta I d’Inghilterra bandisce per un po’ dalla corte uno dei suoi favoriti, John Harington, perché ci mette troppo tempo a tradurre il poema. Le immagini giocano quasi da subito un ruolo importante in questa vicenda: le edizioni cinquecentesche accompagnano il testo con illustrazioni sempre più raffinate; i suoi personaggi, i suoi luoghi incantati, travalicano la pagina, prendono vita nelle maioliche, nella pittura, nella musica, nel teatro, nei fumetti; attraverso i secoli, fino a oggi, il poema continua a sollecitare gli artisti, a rivivere in mille forme diverse. Possiamo farcene un’idea ripercorrendo i 20 saggi e le 500 illustrazioni di un libro pubblicato lo scorso anno dalla Treccani, L’Orlando Furioso nello specchio delle immagini a cura di chi scrive. A secoli di distanza 1. Julius Veit Hans Schnorr von Carolsfeld, «Matrimonio di Ruggiero e Bradamante alla presenza di Carlomagno», affresco, 1822-1823, Roma, Casino Massimo Lancellotti, Stanza dell’Ariosto. 2. Giambattista Tiepolo, «Ruggiero libera Angelica dall’orca», affresco; 1756-1757 Vicenza, Villa Valmarana ai Nani, Stanza dell’Orlando Furioso 3. Frontespizio dell’Orlando Furioso, xilografia tratta da «Orlando fvrioso di Lvdovico Ariosto Nobile Ferrarese, con somma diligenza tratto dal suo fedelissimo esemplare, historiato, corretto, et nuouamente stampato, In Vinegia», per Nicolo d’Aristotile di Ferrara detto Zoppino, del mese di nouembrio 1530, Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palat. E.6.5.18 Le immagini sono tratte dal volume «L’Orlando Furioso nello specchio delle immagini», curato da Lina Bolzoni (Istituto dell’ Enciclopedia Italiana, Roma, 2014) abbiamo provato a riprendere una bellissima suggestione di Galileo Galilei, che amava il Furioso tanto da saperlo a memoria: «quando entro nel Furioso, veggo aprirsi una guardaroba, una tribuna, una galleria regia, ornata di cento statue antiche de’ più celebri scultori». In un certo senso abbiamo provato a prendere alla lettera Galileo, abbiamo cercato di ricreare quella bellissima galleria, che ormai si è arricchita attraverso i secoli, sperimentando i più diversi mezzi di espressione, fino all’ Web.
Ma torniamo a Ariosto, che arriva a Mantova all’inizio di maggio del 1516, con una cassa di libri. Erano le copie fresche di stampa del suo poema, «impresso in Ferrara per Maestro Giovanni Mazocco» il 22 aprile 1516. Sono passati esattamente cinque secoli da allora; il Ministero dei Beni Culturali ha creato un apposito comitato per le celebrazioni. Certo un classico vive di vita propria, ma nel mondo di oggi un centenario può offrire un’occasione preziosa per ridestare l’attenzione verso un testo che magari si è letto solo in parte e distrattamente, e anche per far scoprire a nuove generazioni, di diversa età, il piacere straordinario di una lettura che apre tutti i confini del mondo, ci fa volare con l’ippogrifo e ci fa riconoscere la forza vitale del desiderio e insieme i germi di follia che porta con sé. Sono previsti convegni di studio in diverse università italiane e straniere, fra cui uno a Londra, alla British Academy, e altri negli Stati Uniti, in Canada, in Francia, in Germania. Un ruolo da protagonisti giocano i giovani ricercatori italiani che, non sempre per libera scelta, lavorano e insegnano all’estero: una ricaduta positiva della nostra diaspora intellettuale.
Momento qualificante del Centenario sarà la mostra che si terrà a Ferrara, nel Palazzo dei Diamanti, « Orlando Furioso. 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi», dal 24 settembre 2016 all’8 gennaio 2017, a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura. La mostra offrirà un panorama delle opere d’arte che possono avere ispirato l’immaginario ariostesco; l’arco cronologico sarà dunque quello precedente o contemporaneo alla scrittura del poema.
Sul versante della fortuna figurativa e teatrale del Furioso si collocherà invece la mostra prevista a Villa d’Este, curata da Marina Cogotti, Vincenzo Farinella, Monica Preti, che proporrà diversi esempi di come il poema abbia ispirato i pittori, fra Sei e Ottocento, e permetterà ai visitatori di rivivere, attraverso disegni e oggetti di scena, quella straordinaria rilettura moderna del poema che Luca Ronconi mise in scena prima nelle piazze e poi per la televisione.
Una mostra bibliografica avrà inoltre luogo presso la Biblioteca Comunale Ariostea, a Palazzo Paradiso. Accanto ai tesori ariosteschi che la biblioteca conserva, si presenterà al pubblico il Dono Segre Debenedetti, una preziosa raccolta libraria che ha accompagnato il lavoro dei due grandi studiosi cui dobbiamo l’edizione critica del poema. La mostra sarà inaugurata proprio il 22 aprile, e l’Ariosto sarà anche fisicamente presente, visto che nel 1801 la sua tomba è stata trasferita proprio a Palazzo Paradiso, allora sede dell’Università, dal generale napoleonico Miollis, che ha voluto togliere i resti del poeta dalla chiesa in cui era stato sepolto per trasportarli nel tempio della nuova religione, dove si coltivava il sapere.
Se Ferrara gioca un ruolo da protagonista nelle celebrazioni del suo poeta, altri luoghi sono attivamente coinvolti, a cominciare dalla Valtellina, dove da alcuni anni c’è una attenzione particolarmente vivace per la valorizzazione degli affreschi che testimoniano una precoce fortuna figurativa del poema. E soprattutto ci sono iniziative che coinvolgono le scuole, e letture integrali del poema, che faranno rivivere nelle strade e nelle piazze le sue meravigliose ottave, il cui ritmo Foscolo aveva paragonato alle onde che si rincorrono e si infrangono nell’Oceano.

sabato 2 aprile 2016

PER CONTO DI ARIOSTO

Il progetto dell'Istituto di Storia Contemporanea in collaborazione con il Comune di Ferrara per avvicinare più pubblico possibile, in particolar modo i giovani, alle ottave dell'Orlando furioso
Qui sotto alcuni link utili per saperne di più:
Sito Wordpress http://orlandofurioso500.org/
Pagina Facebook https://www.facebook.com/percontodiariosto/
Profilo Instagram https://www.instagram.com/orlandofurioso500/



lunedì 16 novembre 2015

COMITATO NAZIONALE PER LE CELEBRAZIONI DEI CINQUECENTO ANNI DELLA PUBBLICAZIONE DELL'ORLANDO FURIOSO

Viste le richieste del Comitato Promotore Orlando Furioso in Valtellina 2016 e del Comune di Ferrara è stato istituito con D.M. 30 settembre e 6 novembre 2015 del Ministro Dario Franceschini il Comitato Nazionale per le celebrazioni dei cinquecento anni della pubblicazione dell'Orlando Furioso, insediato a Roma il 10 novembre 2015

venerdì 13 novembre 2015

Comitato Nazionale


Il Comitato Nazionale per il V centenario dell'Orlando Furioso è composto da

Dott. Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia
Dott. Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna
Dott. Tiziano Tagliani, Sindaco di Ferrara
Dott. Alcide Molteni, Sindaco di Sondrio
Dott. Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia
Cons. Daniele Ravenna, Direttore Generale per i rapporti con il parlamento per il Mibact
Dott. Mario Guarany, Direttore generali archivi
Dott.ssa Silvia Calandrelli, Direttore di Rai Cultura
Dott. Enrico Spinelli, Direttore della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara
Prof. Mario Bazzana, Comitato Promotore Orlando Furioso in Valtellina 2016
Sig.ra Silvana Onetti, Organizzazione di Volontariato Associazione Bradamante
Prof. Corrado Bologna
Prof.ssa Lina Bolzoni
Prof.ssa Francesca Bortoletti
Prof.ssa Federica Caneparo
Prof. Franco Cardini
Prof. Remo Ceserani
Dott. Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti
Dott. Aldo Cottica
Prof. Marco Dorigatti
Prof. Ernesto Ferrero

Prof. Alessandro Pastore
Prof. Enrico Peruzzi
Dott.ssa Monica Preti
Prof. Antonio Ricci
Prof.ssa Silvana Seidel Menchi
Prof.ssa Eleonora Stoppino
Prof. Gianni Venturi
Prof.ssa Cristina Zampese

La cerimonia di insediamento si è tenuta a Roma il 10 novembre, alla presenza del Cons. Daniele Ravenna.